
La nuova Alfa Romeo Giulia 2014 sarà progettata e costruita in America? A mettere la pulce nell’orecchio sono state alcune voci che si sono fatte sempre più insistenti ultimamente: sembra che Sergio Marchionne non sia soddisfatto delle proposte di stile del Centro Stile Fiat per la nuova Giulia e che quindi stia cercando altrove altre soluzioni. Questa appare anche una lampante ammissione da parte del colosso italiano di quanto sia diventato importante il versante americano. Insomma una piccola delusione per tutti coloro che speravano in una nuova berlina tutta italiana, anzi in un’auto baluardo dell’italianità nel mondo. Di conseguenza ci sarà da aspettarsi che l’auto sarà meno ‘Alfa Romeo‘ in un certo senso, con uno stile forse meno estremo per poter piacere un po’ a tutti, sia in Europa che negli Stati Uniti. Ma visto che al momento non abbiamo nulla di concreto è fin troppo presto per avanzare commenti sul design.
Nelle intenzioni di Marchionne, deluso dalle proposte del Centro Stile italiano, la nuova Alfa Giulia dev’essere una reinterpretazione in chiave moderna delle vecchie berlina del Biscione dei tempi d’oro. Insomma un’auto che infonda emozioni già dal primo sguardo, con uno stile personale e moderno, ma allo stesso tempo aggressivo con eleganza. Ma non finisce qui: la nuova Alfa Romeo Giulia 2014 sarà anche costruita in una fabbrica in America.
Ed eccoci a dover annunciare un’altra piccola delusione per tutti gli appassionati alfisti: la nuova Alfa Romeo Giulia molto probabilmente non sarà a trazione posteriore, come si era ipotizzato in passato. Voci sempre più insistenti dicono che l’auto sarà costruita sul pianale C-Wide (appositamente rivisto), quindi a trazione anteriore o integrale a secoda delle versioni. Rispetto alla versione normale del pianale C-Wide, però, quello che troveremo sulla Giulia sarà rivisto nell’assetto e nello schema delle sospensioni, per offrire ai clienti un piacere di guida superiore grazie a soluzioni più raffinate. I motori, sviluppati con l’ausilio della Maserati, saranno sostanzialmente delle vecchie conoscenze, senza grosse sorprese. I benzina ruoteranno principalmente attorno al 1.750 (200, 250 o 300 cavalli), mentre i diesel comprenderanno un po’ tutte le unità del Gruppo Fiat: il 1.6 JTDm, il 2.0 JTDm e persino il più generoso 3.0 litri sviluppato dalla VM Motori e fino ad oggi riservato solo alla Lancia Thema ed al Jeep Grand Cherokee. Il top di gamma sarà il Pentastar V6 Chrysler, con cilindrata di 3.2 o 3.6 litri, modificato per erogare più potenza.
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