Dopo tanta attesa, dopo tanto spiare, dopo tante parole spese sulla bellezza del design, è la volta dell’ufficialità dei numeri per la Aston Martin Vanquish 2013. Il modello anticipato dal concept Am 310 a Villa d’Este si presenta con la forza di una scheda tecnica che spiega tutti gli interventi che la differenziano dal passato, quello della Aston Martin DBS.
La costante immutata è la bellezza: Aston Martin evolve lo stile, riporta tratti anticipati dal concept One-77 e guadagna ancora la palma di granturismo con classe e stile senza eguali. Non sarà un proiettile in grado di lottare con la Ferrari – questione di decimi, importanti per chi cerca la prestazione pura – ma sa appagare una clientela diversa, attenta ad altri fattori.
Iniziamo con le dimensioni dell’abito ritagliato per questa Aston Martin Vanquish. Misura 4 metri e 72 centimetri, ripetendo i numeri della DBS anche in larghezza, che si attesta a 2 metri e 06 (specchietti inclusi). Il telaio è quello denominato VH, ma con importanti interventi sul piano della rigidità torsionale, aumentata del 25% – significa una guida più precisa, una vettura più pronta negli inserimenti in curva -, e del peso. La Aston Martin Vanquish pesa 56 kg meno della DBS, fermando l’ago della bilancia a 1736 kg dichiarati. Un valore che spiega gran parte della vocazione da pura granturismo, perché il peso è importante e gioca un ruolo fondamentale nella dinamica di guida in pista. Che non è l’habitat primario di questa nuova Aston Martin.
I pannelli della carrozzeria sono in fibra di carbonio, un intervento che ha aiutato a limitare il peso dalla Vanquish. Alcuni tratti sono stati mantenuti “a vista”, con la fibra in bell’evidenza sul frontale, dove campeggia uno splitter alla base del paraurti. Configurazione che cambia all’interno. Se la DBS era una coupé due posti secchi, la Aston Martin Vanquish regala la possibilità di un’omologazione 2+2: certo non si tratta di due posti aggiuntivi veri, al massimo si potranno far sedere due bambini e per tragitti brevi. E’ stata incrementata anche la capacità del vano bagagli, con un +60% che porta ad avere addirittura 368 litri di spazio: numeri da vettura media, simili a una Fiat Bravo per avere un’idea.
Aston Martin Vanquish 2013, il motore è V12
Dodici cilindri. Aspirato. Sei litri di cilindrata. Questi i numeri del propulsore che pulsa sotto al cofano della Vanquish. La potenza erogata tocca i 573 cavalli, ponendola al vertice della produzione “di serie” del marchio inglese. Per far meglio serve rivolgersi all’esclusivissima One-77. Il cambio è automatico a sei rapporti, con funzionamento manuale attraverso i paddles dietro al volante. Niente possibilità di scegliere un manuale, che d’altronde sarebbe un oltraggio viste le premesse della Vanquish.
Sprigiona tanta potenza il V12, ma anche coppia in abbondanza con i 620 Nm a 550 giri/min. Cifre che regalano una velocità massima di 294 km/h e uno scatto in accelerazione da 0 a 100 in 4″1. Trazione posteriore, mentre l’architettura delle sospensioni è del tipo a doppi triangoli sovrapposti sia all’anteriore che al posteriore. Per i fanatici della tecnica, sappiate che gli ammortizzatori sono a controllo elettronico e sono presenti anche i sistemi anti-lift e anti-dive (per ottimizzare la stabilità nelle fasi di accelerazione e frenata, rispettivamente).
L’impianto frenante che si intravede dietro ai cerchi in lega da 20″ è carboceramico, mentre sia l’Esp che il traction control sono regolabili su tre diverse modalità.
L’ultimo elemento da raccontare della Aston Martin Vanquish sono gli interni. Perché è la parte più scontata, insieme al design, quanto a garanzia di bellezza e qualità. Ambiente dominato dalla pelle e dall’alcantara, con un’infinità di personalizzazioni quanto a materiali e colori. Il limite, verrebbe da dire, è rappresentato dall’immaginazione. A dividere le due poltrone anteriori ci pensa la plancia, con un disegno moderno e pulito. Finiture che sono lucide oppure opache a seconda degli abbinamenti scelti per la pelle. Se proprio dobbiamo trovare un neo alla perfezione stilistica dell’abitacolo, non ci piace il volante, con la parte laterale schiacciata. Solitamente eravamo abituati a corone “tagliate” in basso e in alto, non ai lati alle 9:15. Un’impugnatura probabilmente più da Formula 1, ma che lascia dubbi sullo stile.
Ultima chicca da cultori. Il contagiri, come storicamente ci ha insegnato Aston Martin, si muove in senso antiorari. Un vezzo esclusivo del marchio inglese.
Il prezzo? Chi avrà disponibilità economiche importanti non lo guarderà nemmeno, pur di mettere in garage un’opera d’arte. Per tutti gli altri, si parte da 240 mila euro tasse escluse, con le prime consegne verso fine anno.
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