
Stiamo vivendo un periodo veramente critico per il mercato dell’auto: sono arrivati i dati ufficiali delle immatricolazioni in Italia a marzo e questi segnano un calo del 26,7% delle vendite rispetto allo stesso mese del 2011. Le immatricolazioni a marzo 2012 sono state 138.137, contro le le 188.495 auto vendute nello stesso periodo del 2011.
Ci troviamo di fronte a dei numeri decisamente impressionanti: pensate che non si vendevano così poche auto dal 1980 più o meno. Siamo tornati indietro di 32 anni, quindi, in questo senso. Ma questo non è solo un caso ‘unico’ del mese appena passato: questa è una difficile che si sta portando avanti dall’inizio del nuovo anno.
Un 2012 difficile per il mercato dell’auto
Il 2012 si sta dimostrando e sarà, secondo le stime, un anno veramente difficile per il mercato dell’auto. Pensate che già solo il mese di febbraio si era chiuso con un -18,94%: a marzo, come abbiamo già detto, le cose sono andate ancora peggio, con un calo del 26,7%. Nel primo trimestre del nuovo anno, se si confrontano le vendite con lo stesso periodo del 2011, ci si accorge che le immatricolazioni hanno subito una battuta d’arresto quantificabile con una percentuale (in negativo) del 21%: 406.907 le auto immatricolate. Se confrontiamo questi numeri con quelli del 2001 ci accorgiamo ancora di più della profonda crisi nella quale si trova il mercato dell’auto: 11 anni fa a marzo si erano vendute 50.000 vetture in più rispetto al 2012.
Per nulla serene le previsioni di vendita: mentre fino al mese scorso si ipotizzavano 1.500.000 auto vendute nel corso del 2012, dopo la pessima performance di marzo la stima è stata ridotta ad un milione e 370 mila vetture, ma potrebbe ancora calare.
Il presidente dell’UNRAE (unione dei costruttori stranieri) ha rilasciato una dichiarazione molto pessimistica a riguardo: ‘è stato bruciato – ha dichiarato Jacques Bousquet – il periodo più importante dell’anno in termini di stagionalità favorevole, con un peso del 30% sul totale dell’anno’. Questo potrebbe significare, nella peggiore delle ipotesi, addirittura la chiusura di ben 350 concessionari la perdita di circa 10.000 posti di lavoro nel settore.
Male Fiat, ma perdono anche i concorrenti
In questo triste scenario per il mercato dell’auto il Gruppo Fiat incassa un pesantissimo -35,6% delle immatricolazioni, contando le vendite complessive di tutti i marchi. Le auto vendute dal Gruppo Fiat a marzo 2012 sono state 35.942: nello stesso mese del 2011 il colosso italiano aveva venduto ben 55.807 macchine. Andando ad analizzare le vendite dei singoli brand, l’Alfa Romeo è la casa che ha fatto segnare le peggiori performance di vendita: con 3.889 auto immatricolate, il marchio del biscione ha perso il 45,59% di quote di mercato. La Lancia è, invece, perde ’solo’ il 29,53%, vendendo 6.490 automobili, mentre la Fiat fa registrare un -36,08% con 24.900 vetture immatricolate. A favorire questo trend negativo possiamo sicuramente segnalare l’assenza più totale di nuovi modelli, escludendo solo la nuova Fiat Panda presentata a fine gennaio, che però da sola non può risollevare le sorti di un intero marchio.
In questo scenario, tuttavia, anche i concorrenti diretti di Fiat non fanno molto meglio: i tedeschi della Volkswagen hanno fatto segnare un -22,84% delle vendite, quelli della Opel portano a casa un triste -24,35%; anche le case ‘premium’ sono in forte crisi, BMW registra un -33,5% e Mercedes un -10,4%. Tornando ai generalisti, americani, giapponesi e francesi sono tutti in difficoltà: malissimo la Ford con un -38,6%, così come la Toyota con -28,79%, la Peugeot con un -25,6% e la Citroen con un calo del 25,5%. Leggermente meglio la Nissan che vende il 18,05% in meno rispetto al 2011. In questo clima di profonda crisi economica la gente guarda molto ai prezzi di listino: a dimostrazione di questo segnaliamo addirittura l’aumento di vendite per quelle case che fanno dell’economia dei propri modello un vanto. La Dacia ad esempio incrementa le immatricolazioni del 24,3%, le coreane Kia e Hyundai, inveve, aumentano rispettivamente le proprie quote in Italia del 26,9% dell’11,5%.
Un momento difficile per l’auto in Italia
Queste vendite sono ovviamente il frutto in primo luogo di una difficile situazione economica del nostro paese: i cittadini da un lato per sfiducia del clima generale di recessione, dall’altra per l’insicurezza sulla stabilità del proprio posto di lavoro hanno paura a spendere cifre così importanti come quelle necessarie per l’acquisto di una nuova vettura. Senza contare poi quelli che, purtroppo, il posto di lavoro magari l’hanno proprio perso. Se già prima per comprare un’auto nuova era necessario indebitarsi, adesso a maggior ragione la gente preferisce rimandare l’acquisto e far durare di più la vecchia auto di famiglia.
Senza contare le numerose riforme previste dal Governo Monti che hanno letteralmente ucciso il mercato dell’auto: da un lato il nuovo superbollo per le auto con più di 185 kW, che ha segnato una profonda crisi delle supercar ma anche in generale di tutte le auto un po’ più prestazionali; dall’altro lato i continui aumenti sul costo della benzina e del gasolio hanno reso veramente un incubo spostarsi in auto. Non dimentichiamoci poi dei continui aumenti che ogni anno ci ritroviamo addebitati al momento di rinnovare la polizza assicurativa per la propria auto.
A tutte queste cause si deve aggiungere, infine, lo sciopero delle bisarche che, secondo stime precise, avrebbe annullato ben 8.000 immatricolazioni a marzo 2012.
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