Difficile che la clientela conosca il perché di quel nome. Un conto è dire Ferrari Enzo, modello celebrativo che ha bisogno di ben poche spiegazioni, altro è dire Opel Adam. Concetti uguali, una resa differente. La citycar del marchio tedesco arriva per lottare ad armi pari con la Fiat 500 e la Mini Cooper. A tratti può vantare un’artiglieria più convincente e pesante, su certi dettagli, invece, dovrà correre ai ripari.
Stiamo parlando di auto cosiddette “premium”, dove a dimensioni mini non corrispondono necessariamente prezzi ristretti. La lista degli optional e delle personalizzazioni è ampia e fa crescere il prezzo, ancora non comunicato da Opel.
Tre metri e 70 centimetri, è più corta di una Mini ma notevolmente più lunga della Fiat 500, la Adam. Nonostante ciò, con il modello torinese condivide lo stesso passo (1 centimetro di differenza in favore della tedesca; ndr). E le parentele non finiscono qui, visto il pianale derivato da quel SCCS che diede la luce alla Punto e alla Corsa attualmente sul mercato. Un’eredità della joint venture Fiat-GM, che in Opel ancora sfruttano per creare il modello che mancava.
E’ un’auto molto bella in alcuni dettagli questa Adam. Delude per altri versi, riportando linee già viste sulla 500. Nello specifico, convince poco il raccordo tra montante C e passaruota posteriori, che nella vista di tre quarti, se non si osservasse l’auto per intero, tradirebbe molti, credendola una Fiat.
Originale il muso, caratterizzato dalla calandra a sviluppo orizzontale, impreziosita dal baffo cromato che “sostiene” il fulmine Opel. Se il nome è maschile, anche gran parte dello stile esalta i canoni di sportività: le numerose scalfature sulla fiancata, le nervature sul cofano motore, tutte linee movimentate che ritagliano un vestito dinamico e “leggero”. Peccato che a tanta sportività apparente non corrisponda, al momento, una reale disponibilità di cavalli.
Ancora sul frontale, tutti gli elementi dei gruppi ottici e dei fendinebbia sono stati spostati in alto, con l’effetto di un muso deciso, nonostante l’andamento spiovente del cofano e gli sbalzi non proprio contenuti. Fendinebbia percorsi dalle stesse nervature della calandra, per un “ghigno” da Joker.
Nel complesso la parte più esaltante del design della Opel Adam è la fiancata. Per le scalfature già viste su Meriva e Astra, per l’originalità delle nervature di collegamento tra maniglie e gruppi ottici posteriori, ma soprattutto per l’opera d’arte del tetto. Tutti hanno copiato l’idea originaria della Mini, senza troppa inventiva. Opel ha proposto qualcosa di diverso: la cromatura che percorre la linea dei finestrini idealmente crea una sospensione del montante C, al di sotto del quale c’è la targhetta identificativa del modello.
Più complesso trattare il posteriore della Adam, larga 172 centimetri. I richiami alle sportive di casa Opel, nello specifico Astra GTC Opc, non mancano, ma sanno di caricatura. Bocciato, invece, il raccordo tra montante e passaruota posteriore, come anticipato troppo simile alla 500.
La lista degli optional è lunghissima, come si conviene a una city-chic. Tra i più originali troviamo il padiglione dell’abitacolo con luci a led e l’assistente al parcheggio. Il sistema di infotainment prevede uno schermo da 7″ a colori touch, mentre lo start&stop inspiegabilmente non è di serie, come su molte altre concorrenti. Tre gli allestimenti: Jam, Glam e Slam.
Capitolo motorizzazioni. Qui l’altro punto debole della Adam, almeno al lancio. Tre motori tutti quattro cilindri, manca un piccolo tre cilindri turbo o bicilindrico, come offerto da Fiat. Le cubature saranno poco da citycar, nell’era del downsizing: 1.2 litri da 70 cavalli, 1.4 litri da 87 e 100 cavalli. Per lottare davvero con le altre, la Adam dovrà dotarsi (in fretta) di unità turbocompresse e di un diesel. Siamo certi arriveranno. Anche perché proporre un pacchetto con sospensioni sportive e cerchi in lega addirittura da 17 e 18″ in optional (16″ di serie) ha ben poco senso se non si danno le vitamine giuste per esaltare la guida.
Al Salone di Parigi avremo maggiori dettagli, in particolare sul prezzo. La commercializzazione è attesa tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013.
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