
Ricevere una multa non è mai cosa piacevole. Ancor meno quando si è certi della propria “innocenza”. Come fare per opporsi a un provvedimento iniquo? Presentare ricorso contro una multa è un procedimento che, se non siete del tutto certi delle vostre ragioni, potrebbe risultar più conveniente evitare e pagare la sanzione.
Anzitutto per i rischi di un raddoppio della multa in caso di soccombenza, poi per i costi che è necessario sostenere per chiedere giustizia, da ultimo sono arrivate nuove disposizioni che tendono a scoraggiare ancor di più la presentazione del ricorso per multe di poche decine di euro. Vediamo quali sono le modalità, i tempi e le novità introdotte per i ricorsi.
Ricorso multe: prefetto
Ricorrere dinanzi al prefetto del comune in cui si è commessa l’infrazione rappresenta la strada meno costosa tra le due disponibili, l’altra è ricorrere davanti al giudice di pace. Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica del verbale o dalla contestazione dell’infrazione, quando colti in flagrante. Solitamente il ricorso dinanzi al prefetto si presenta per far valere vizi formali, come i dati anagrafici del proprietario del veicolo non corretti, l’assenza del luogo, giorno e ora della violazione, l’assenza della norma violata o la notifica fuori termine.
Si può agire anche per far valere motivi sostanziali, ma la possibilità di veder accolta la propria richiesta si abbassa notevolmente, visto che il prefetto valuterà il caso con gli stessi strumenti presumibilmente adottati dalle forze dell’ordine.
Ricorso multe prefetto: tempi
Il ricorso va presentato con raccomandata A/R al Prefetto della città in cui si è commessa l’infrazione, non oltre 60 giorni dalla notifica. Entro 210 giorni lo stesso adotterà una decisione con ordinanza. Trascorsi i 210 giorni senza che venga emessa ordinanza, il ricorso sarà automaticamente accolto. Attraverso l’ordinanza motivata il Prefetto può accogliere o rigettare il ricorso. In tal caso la multa viene automaticamente raddoppiata, oltre alle spese per il procedimento.
Possono trascorrere ulteriori 150 giorni prima che venga data notizia ai ricorrenti con la notifica. Come si intuisce, i tempi sono biblici.
Dopo aver presentato ricorso, va fatta richiesta di sospensione dei termini per il pagamento della multa, visto che il solo ricorso non è sufficiente a interromperli. Oltre a copia del verbale, al prefetto può trasmettersi tutta la documentazione necessaria a sostegno delle proprie ragioni. Per esempio, una fotografia di un segnale stradale, elementi che “testimoniano” la presenza altrove nel momento della presunta infrazione.
Ricorso multe: giudice di pace
Oltre al ricorso davanti al prefetto, si può percorrere la strada di un ricorso davanti al giudice di pace del luogo in cui è stata rilevata l’infrazione. In tal caso crescono i costi, visto che si dovrà pagare il contributo unificato di 33 euro e una marca da bollo da 8 euro.
Un recente decreto legislativo (150/2011) ha dimezzato i tempi per poter avanzare ricorso: da 60 giorni si è passati a 30 giorni. Il vecchio termine resta valido per gli automobilisti stranieri. Il ricorso dinanzi al giudice di pace può avanzarsi anche a seguito della bocciatura decretata dal prefetto: ci sono 30 giorni di tempo per impugnare la decisione del prefetto e ricorrere.
Come si presenta: in carta semplice, depositato o inviato tramite raccomandata A/R. Il ricorso va presentato al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione. Si apre una vera e propria causa che è regolata dalle norme del codice di procedura civile.
Come si conclude: accoglimento, quando non vi sono prove sufficienti della responsabilità del ricorrente, oppure accoglimento parziale, modificando, la sanzione.
Tra le novità di recente introduzione, si è intervenuti sul rimborso delle spese legali a favore della parte vincitrice. Il giudice può condannare al rimborso chi soccombe, ma non si potrà eccedere il valore della domanda. E’ chiaro che per cifre basse, da alcune decine di euro a poche centinaia, il ricorso rischia di diventare anti-economico, visto che con ogni probabilità si dovrà pagare di tasca propria una parte dell’onorario dell’avvocato.
Ricorso multe: uno sconto per chi paga subito?
E’ notizia di pochi giorni fa: chi paga immediatamente la multa con bancomat o carta di credito potrebbe avere uno sconto tra il 10 e il 20% del totale. L’idea è al vaglio del governo, che punta a rendere ancor meno incentivante il ricorso, mentre benefici deriverebbero anche per i Comuni, che incasserebbero i soldi molto più rapidamente di quanto non avviene oggi.
Esistono alcune barriere da superare, come ad esempio la necessaria dotazione di lettori pos alle forze dell’ordine. Oltre allo sconto per il pagamento immediato si sta valutando un’agevolazione anche per chi si vede recapitare una multa a casa: il pagamento entro 5 giorni garantirebbe uno sconto.
Le misure non sono ancora realtà, potrebbero diventarlo entro pochi mesi.
Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook